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Restauro Architettonico Monumentale

Intervento di restauro della facciata dell’Edificio sito a Roma, via Condotti 5

Committente : Privata e Pubblica Soprintendenza

Stato di conservazione

L’edificio si presentava in un generale cattivo stato di conservazione, con evidenti segni di degrado e diffuso deterioramento delle superfici. Gli intonaci esterni risultavano interessati da numerose lacune e fessurazioni, tali da compromettere sia la stabilità materica sia la qualità estetica dell’insieme architettonico.

Analoghe condizioni di degrado erano riscontrabili negli elementi in stucco, in particolare nel cornicione e nelle cornici delle finestre, anch’essi caratterizzati da fenomeni di disgregazione e perdita di coesione.

Sul prospetto di via Condotti, nella porzione superiore destra della facciata, è presente una finta finestra dipinta che versava in pessimo stato di conservazione. La superficie appariva fortemente compromessa dalla sovrapposizione di diversi strati di scialbo, che ne impedivano quasi completamente la leggibilità.

Intervento di restauro

Il progetto di recupero e restauro dell’edificio situato in via Condotti ha preso avvio con un importante intervento di consolidamento strutturale. Parallelamente, sono stati eseguiti accurati saggi stratigrafici a bisturi, finalizzati all’individuazione delle cromie originali sia degli intonaci sia degli elementi in stucco. Queste indagini hanno restituito informazioni fondamentali, che hanno orientato in maniera determinante le successive scelte progettuali.

Sulla base dei risultati emersi, sono stati realizzati diversi campioni di colore a base di calce. In accordo con il funzionario della Soprintendenza, si è quindi proceduto alla selezione della tonalità più idonea, individuata come quella maggiormente coerente e vicina all’aspetto originario dell’edificio.

Per quanto riguarda gli intonaci, l’intervento ha previsto l’applicazione, ove necessario, di un fondo di recupero a base di calce, utilizzato per la chiusura di cavillature e fessurazioni. Successivamente, è stata stesa una prima mano di tinta a base di calce e pigmenti naturali, declinata su tonalità rosate e applicata a velatura molto diluita. A questa è seguita un’ulteriore velatura, sempre con pigmenti naturali e leganti specifici, finalizzata a ricreare la patina di invecchiamento e a restituire una percezione autentica delle superfici.

Per gli elementi architettonici quali cornicioni, marcapiani e cornici, si è optato per una tonalità giallo chiaro freddo, applicata anch’essa in modo molto diluito, così da lasciare trasparire la matericità e le caratteristiche della superficie originale.

Interventi di restauro della finta finestra dipinta

Anche per la finta finestra dipinta, su indicazione della Soprintendenza, si è scelto di adottare un approccio estremamente conservativo. L’intervento si è articolato in una prima fase di pulitura dei depositi superficiali mediante l’impiego di spugne Wishab, seguita dalla rimozione dei residui di scialbo con bisturi.

Successivamente si è proceduto al consolidamento della pellicola pittorica e, infine, a una riequilibratura cromatica eseguita con tecnica mimetica. Questo intervento ha consentito di restituire una corretta leggibilità alla decorazione, nel rispetto della sua autenticità e del suo stato di conservazione.

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